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Autori

Associazione A+AUDAssociazione A+AUD

Siamo un gruppo di giovani, laureati in architettura, ci siamo riuniti in associazione con lo scopo di promuovere e diffondere la cultura architettonica intervenendo con approccio multidisciplinare, senso critico, stimolando connessioni tra il mondo della professione, della ricerca, dell’arte e la società.
Due sono le azioni che segnano le diverse, ma fra loro interconnesse, direzioni che percorriamo:
DIRE è dibattere, è mostrare, è imparare. Ci occupiamo dell’organizzazione di eventi culturali e di formazione, di mostre e di concorsi di idee.
FA.RE è un laboratorio creativo, è un’officina di idee per la città, è fare con le mani, è fare con le persone, è una FAbbrica di RElazioni.

Donato AcamporaDonato Acampora

Sono nato nel 1976 a Napoli e con orgoglio rivendico la mia origine in qualsiasi contesto e dovunque vada. Da operaio dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone mi sono trasformato in Operatore Sociale avvicinandomi alla Salute mentale tramite il teatro, la mia seconda passione, dopo la mia famiglia.
I miei compagni di scuola dicevano di me che studiavo in modo strano perché non studiavo tutto ma solo ciò che mi interessava.
Il libro che ho sul comodino è una raccolta di Apocrifi del Vecchio Testamento a cura di Paolo Sacchi.
Domani vorrei una società più equa.

Tiziano AgostiniTiziano Agostini

Docente di psicologia presso il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste. Papà tardivo ma molto felice di esserlo.
I miei compagni di scuola dicevano di me che avrei fatto molta strada ed infatti, come sport, praticavo il ciclismo.
Il libro che ho sul comodino è "Tenera è la notte" di Francis Scott Fitzgerald.
Domani vorrei ci fosse un domani.

Paloma Alfaya CarrascoPaloma Alfaya Carrasco

Sono nata a madrid nel 1980 e cresciuta i primi anni in una scuola mista assieme a persone disabili. Da molto giovane sono interessata al sociale, soprattutto all'integazione delle persone straniere arrivate in spagna, anche collaborando con le Nazioni Unite. Ho due grandi vocazioni nella mia vita: il ramo sanitario e il ramo educativo. Alla fine ho deciso di diventare oss. Adesso lavoro nella comunita di Villesse ed è stata tutta una scoperta, un' esperienza che mi riempie ogni giorno di più.
I miei compagni di scuola dicevano che ero una chiaccherona e inventavo mille modi per parlare a scuola.
C'e un libro che rimetto molte volte sul comodino nel corso della mia vita e ci scopro sempre qualcosa: "Il piccolo principe", anche se i miei autori preferiti sono Pablo Neruda e Isabel Ayende.
Domani vorrei diventare anzianetta e vedere la mia famiglia felice, i miei figli che continuano a crescere con i principi ai quali credo fermamente e con una vita piena di soddisfazioni. Dopo sarò in pace anch'io.

Fabio BabichFabio Babich

Classe 1985. Ho iniziato a disegnare appena capii il funzionamento del pollice opponibile e da quel momento non ho mai smesso. Ho capito negli anni che il fumetto poteva essere il miglior modo per esprimermi e ho imbrattato fogli su fogli fino a farlo diventare la mia principale professione. Ora disegno cavalieri, draghi, elfi e qualche donnina.
I miei compagni di scuola dicevano di me robe sceme ma anche robe carine.
Il libro che ho sul comodino è “American Gods” di Neil Gaiman ma molto più spesso è un fumetto.
Domani vorrei avere sempre le mani sporche di giallo, rosso e blu.

Matteo BaldanMatteo Baldan

Mi occupo di comunicazione, in particolare di storytelling. Ho una laurea in Dams e con fotografie, parole e immagini racconto storie di aziende, luoghi e persone.
Amo la natura – soprattutto d’inverno –, il rock britannico e il cinema francese.
I miei compagni delle elementari dicevano: «Se ne sta sulle sue, però disegna bene».
Sul comodino ho il Kindle e 34 libri, tra cui: “1984” di G. Orwell, “La scuola cattolica” di E. Albinati e “Lacci” di D. Starnone.
Domani vorrei vedere Venezia dall’alto.

Claudio BandoliClaudio Bandoli

Classe 1975, lavoro come illustratore, fumettista e grafico. Ho una laurea in architettura, faccio parte della squadra del Treviso Comic Book Festival, sono stato un discreto play-maker e un bassista così così.

I miei compagni di scuola dicevano di me: Claudio chi? (Ero molto discreto).
Il libro che ho sul comodino è: Delirious New York di Rem Koolhaas.
Domani vorrei: Dormire.

Luca BartolacelliLuca Bartolacelli

Nato a Cividale del Friuli nel 1980. Diplomato in elettrotecnica trovo impiego come antennista a Udine.
Del mio lavoro adoro vedere le cose dall'alto e avere come ufficio il tetto e il cielo. Amo scrivere poesie d'amore e storie, per cercare di capirmi meglio.
Avrei voluto studiare altro, laurearmi in filosofia e magari vincere Wimbledon.
I miei compagni di scuola dicevano che ero un buon ascoltatore ma con il cognome lungo e impronunciabile.
Sul comodino ho la biografia di Andre Agassi “Open”, una raccolta di poesie di Bukowski e “Aspro e dolce” di Mauro Corona.
Domani vorrei veder pubblicato il mio libro e giocare un'oretta a tennis con Federer.

Manuel BeinatManuel Beinat

Nato nel 2000, studente di curatela fotografica, divoratore di film, fotografo occasionale.
I miei compagni di scuola dicevano di me che ero (e spero di essere ancora) una persona tranquilla, riflessiva, razionale. Forse non mi conoscevano abbastanza.
Il libro che ho sul comodino è "Il Giovane Holden" di J.D. Salinger, alternato al "La Nausea" di Sartre.
Domani vorrei scattare in pellicola.

Franca BraidaFranca Braida

Mi chiamo Franca Braida, ho 55 anni compiuti in quarantena situazione che non mi ha permesso di fare una cosa che mi piace un sacco e che adesso mi manca... stare con gli amici e festeggiare... ma recupererò!!!
Quando mi è stato chiesto cosa volevo fare da grande ho esposto 2 progetti, il primo consisteva nell'andare a Venezia all'Accademia delle Belle Arti ma mia mamma, chissà perché, non me l ha permesso dicendo che l'avrei fatta andare a fondo... Venezia!!!
Quindi mi sono dedicata alla seconda aspirazione e adesso sono una maestra di asilo nido da più di 25 anni.
Mi sono diplomata quando lo stage si chiamava ancora tirocinio e serviva veramente a qualcosa.
Sono sposata da un saaaaaccco di tempo e ho due figli, un maschio e una femmina, grandi.
I miei compagni di classe non so cosa dicessero di me eravamo troppo impegnati a costruire capanne correre dappertutto con la bicicletta e ridere per fermarci a parlare.
Il libro che ho sul comodino è “Il museo immaginato” di Philippe Daverio.
Domani vorrei sentire il vento sulla faccia mentre corro con la mia bella bici degli anni 40, andare al mare a ricaricarmi e... diventare nonna!!!!

Ilaria BregantIlaria Bregant

Del 1980. Sono una cooperatrice sociale e una psicoterapeuta costruttivista. Appena posso scappo lontano dai guru e me ne sto da qualche parte, più o meno in pace, dove l'aria sa di persone diverse tra loro che “fanno insieme”.
Non sono un granché ma mi piace scrivere e fare teatro; vorrei lavorare per tutto ciò che genera storie a cui non avevamo ancora pensato, ma che ci servivano.

I miei compagni di scuola elementare dicevano di me che ero una di compagnia, i miei compagni delle medie che ero una sfigata. Mi è rimasto il dubbio.
Sul comodino ho “Schadenfreude, la gioia per le disgrazie altrui” di Tiffany Watt Smith e “Gorizia on/off” di Giovanni Fierro.
Domani vorrei trovare la cena pronta e un viaggio che “questa volta proprio non me l’aspettavo”.

Sara BusettoSara Busetto

Biologa. Dopo la laurea ho svolto attività didattica e di ricerca all’università. La nascita dei miei figli, con il loro bagaglio di “perché”, ha dato una svolta inaspettata alla mia vita: adesso progetto e realizzo laboratori scientifici per bambini. Sono semplice e concreta; credo tuttavia nel potere dell’immaginazione e dei sogni. Mi piacciono il mare, i gatti, le cose simmetriche.
I miei compagni di scuola dicevano di me che ero una secchiona (semplicemente mi piaceva studiare).
I libri che ho sul comodino: “Pecoranera” di Devis Bonanni, “Le bugie nel carrello” di Dario Bressanini.
Domani vorrei avere un asino in giardino.

Lorena ButtusLorena Buttus

Classe 64. Dopo molteplici esperienze lavorative che hanno contribuito ad arricchirmi nei valori della vita ho deciso di approcciarmi al mondo degli anziani. Ho frequentato il corso OSS e da 10 anni circa lavoro per la Coop "La Cisile" in "Casa Mafalda" ad Aiello del Friuli.
I miei compagni di scuola dicevano che ero una ragazza allegra.
Il libro che ho sul comodino è "Uno, nessuno, centomila" di Pirandello.
Domani vrrei rimanere sempre fedele ai miei principi morali mantenendo vivo il mio carattere tenace e un po' ribelle.

Udine CasbahUdine Casbah

UdineCasbah è un progetto di fotografia sociale dedicato al Borgo Stazione di Udine. Con la sua testimonianza si propone di raccontarlo per quello che è: un posto vivo, con le sue specificità, le sue risorse e i suoi problemi.
Come ogni luogo con caratteristiche “Multi”- (etniche, culturali…) il Borgo finisce sui media solo quando cade un albero, e così si configura nella mente degli udinesi e dei friulani come un luogo pericoloso, insicuro, degradato. Lo scopo del progetto è incidere sulla percezione sociale del posto, raccontando la foresta che, invisibile agli occhi dei più, giorno per giorno convive e cresce.

Giulia CerratoGiulia Cerrato

1989. Si occupa di Innovazione Sociale e Culturale, rigenerazione urbana, progettazione partecipata (DIT) e marketing territoriale, lavorando per l’Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario Onlus e la Rete delle Case del Quartiere APS. Dal 2010 la sua ricerca si orienta verso i processi di autodeterminazione dello spazio pubblico, sperimentando tecniche di design sistemico e autocostruzione in progetti e laboratori in tutta Italia. E' tra i soci fondatori di Artieri, impegnata nell'ottimizzazione delle risorse in ambito carcerario, che partecipa alla XV Biennale Architettura di Venezia e vince il premio Ri.U.So 05. Nel 2019 co-fonda CODICEFIONDA, che si occupa di creazione partecipata ed arte relazionale, intrecciando performance, multimedia e design urbano. Dal 2016, Fa parte della rete internazionale CivicWise, che promuove la partecipazione civica nello sviluppo urbano. Fa parte dell’associazione FuoriVia, che pratica il cammino di ricerca per il recupero di sentieri storici.
I suoi compagni di scuola dicevano di lei che sarebbe diventata una grande violoncellista. E invece…
Il libro che ha sul comodino è "Le otto Montagne" di Paolo Cognetti.
Domani vorrebbe combattere lo spopolamento delle aree interne e coltivare frutti rossi.

Alexandra CiurtinAlexandra Ciurtin

Sono pignola, permalosa e amo i gatti alla follia. Amo viaggiare, tantissimo, il ballo e il lavoro che faccio.
I miei compagni di scuola dicevano di me che ero permalosa.
Il libro che ho sul comodino, e che non trovo il tempo per leggere, è "L'io diviso" di Laing.
Domani vorrei un mondo pieno di amore e meno oddio.

Francesca ColombiFrancesca Colombi

Sono Francesca, del 1974, ma ancora mi ritrovo di più in "Francy". Mamma, donna. Credo nell’impegno e nella necessità di educare al rispetto. Non smetto di cercare la Verità, quella per Giulio e quella delle persone autentiche con le quali tenersi per mano.
I miei compagni di scuola dicevano di me: non credo molto in realtà… ma porto alcuni compagni e insegnanti sempre nel cuore.
Il libro che ho sul comodino: Ne ho 3 ora: "Morgana" di Murgia, "Se fosse tuo figlio" di Govoni e "Fiore di Poesia" di Alda Merini.
Domani vorrei: Rallentare e vedere più occhi brillare.

Caterina ComingioCaterina Comingio

Attrice teatrale.
Classe 1980, friulana di origini leccesi, ho studiato Lingue Straniere a Udine e Relazioni Pubbliche a Gorizia.
Mi sono formata alla Civica Accademia D'Arte Drammatica "Nico Pepe" di Udine, al WhiteChapel Theatre e alla Ladbroke Grove School di Londra.
Le parole, siano scritte, lette, parlate, registrate, messe in azione, sono sempre al centro della mia espressività.
I miei compagni di scuola dicevano di me, mi pare… che ero una buona ascoltatrice, che ridevo fragorosamente, e che su Dante e gli Impressionisti non avevo rivali (boh?).
Per terra – non ho un comodino! – ci sono un po’ tutti: Ginzburg, Munro, Szymborska, Carver. Di solito 3/4 libri a rotazione, dal teatro alla poesia, la narrativa contemporanea e i classici.
Domani vorrei dedicarmi sempre più alla scrittura di racconti brevi e alla drammaturgia, mentre la ricerca umana e teatrale la vedo orientata al riconoscimento delle ancora pressanti disuguaglianze sociali.

Luca Da ZancheLuca Da Zanche

In una vita precedente, durata circa dieci anni, ero un bancario.
In quella attuale, iniziata quindici anni fa, sono un educatore-operatore sociale: prima in strada, ora in un servizio pubblico nel veneziano dove lavoro con adolescenti.
Più o meno in mezzo, sono diventato psicologo e psicoterapeuta.
In una vita futura, ancora non so. Ci penso.
I miei compagni di scuola dicevano di me: curioso, attento, spigoloso, non tollera le imposizioni, passionale, solare, nostalgico, tormentato. E distratto.
Il libro che ho sul comodino è il romanzo che sto ultimando di scrivere, a fianco di “Norwegian Wood” di Haruki Murakami e sotto a qualche libro illustrato.
Domani vorrei sentire sempre l’oggi e sorridere con la pancia, nell’abbraccio di chi è cresciuto accanto a me. Magari guardando le montagne fuori dalla finestra.

Cantiere dei DesideriCantiere dei Desideri

L’Associazione nasce dall’esperienza svolta nel dicembre 2004 da un gruppo di persone con interessi teatrali; in tale occasione si è formata una compagnia di venti persone che hanno espresso la volontà di organizzarsi in maniera strutturata e continuativa.
Ora "Cantiere dei Desideri" è un laboratorio intensivo di espressività teatrale che vede la compresenza di persone diversamente abili.
Lo spazio teatrale diventa un luogo di incontro plurale e collettivo, in cui sperimentare le possibilità di conoscenza e reciproca crescita tra persone con differenti caratteristiche psico-fisiche.

Stefania Carlotta Del BiancoStefania Carlotta Del Bianco

1979, per un soffio ancora in tempo per dire “Sono nata negli anni ’70!”. Ho una risata fragorosa e so piangere. Amo gli spazi liberi e mangiare. Ho due nomi e sono metà friulana e metà salentina. Ho scelto una strada – o meglio, due! - che mi portasse a scoprire le persone : indirizzo sociale a Scienze Politiche e Teatro, da sempre. Primo pezzo scritto in terza elementare. E poi altri percorsi di formazione e di lavoro paralleli: teatro sociale e teatro di prosa, con diverse compagnie o da sola.
Mi ricordo i visi di tutti i miei compagni di classe ma se mi chiedessero “cosa dicevano di te?” direi che ridevano quando raccontavo le barzellette (quindi forse che ero simpatica!). Ovviamente leggo più di un libro alla volta. Ora sul mio comodino, per dire in giro per la casa, trovi: “C’era una volta la DDR” di Anna Funder, “L’eco di uno sparo” di Massimo Zamboni e “Il secolo della noia” di Franca Valeri.
Citando Gianni Rodari domani “Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”.

Maestre del Giardino IncantatoMaestre del Giardino Incantato

L'asilo nido "Il Giardino Incantato", attivo dal 1994, è gestito dalla Cooperativa Sociale La Cisile ed è convenzionato con il comune di Gorizia. E' un servizio educativo e sociale per bambini dai 3 mesi ai 3 anni.

Operatrici del turno di notteOperatrici del turno di notte

Sei cooperatrici sociali che lavorano anche di notte in diverse residenze protette.
Sara Drufovka, Francesca Morassutti, Paloma Alfaya Carrasco, Alexandra Ciurtin (disabilità, Cooperativa Sociale Padre Giacomo Montanari), Zdenka Portelli (salute mentale, Cooperativa sociale La Cisile), Lorena Buttus (anziani, Cooperativa Sociale La Cisile).

Teatro della SabbiaTeatro della Sabbia

Fondato da Vincenzo Muriano e Caterina Comingio nel 2005, nasce nel segno di Italo Calvino con lo spettacolo "StazioneZero" ispirato alle sue Città invisibili, e nelle successive produzioni "Calvinopolis - Il simbolo delle città in Italo Calvino - Azione scenica in 4 luoghi", "Palomar", "Il guizzo delle effimere". Romanzi, racconti, novelle e testi teatrali sono materia viva su cui sperimentare a tutto campo, con contaminazioni tra i diversi linguaggi artistici: "Orlando's plays – places", "Mozart in viaggio verso Praga", "La lezione Mémoires", "Di-versi e di parole". Dal 2006 organizza rassegne dedicate alla giovane drammaturgia inedita: "Impronte, tracce del presente", "Paesaggi", "Distanze - Itinerari teatrali nella letteratura di viaggio", performance all’ interno della mostra "In-Cagli", conferenze sceniche su teatro, fotografia, musica e pittura "Sguardo -Guardo - Ardo. Verso l’Arte del Silenzio". Il ciclo "P – Istruzioni alla servitù" analizza il tema del potere e delle sue dinamiche. Il gruppo collabora a produzioni regionali più classiche quali "La vedova allegra", "Mio caro Verdi", "My Fair Lady".
Le ultime produzioni sono "Che fai tu, luna, in ciel?" per il 450° Anniversario dalla nascita di Galilei e Shakespeare, "Gli asparagi e l’immortalità dell’anima" di A.Campanile, "Il pianto muto delle madri", "E tu, madre" di D.M. Turoldo con immagini fotografiche del M° Elio Ciol. A settembre 2018 ha debuttato "Solchi/Pasolini è il Luogo" drammaturgia originale liberamente ispirata a testi di P.P.Pasolini, E.Siciliano, D.M.Turoldo, C.Comingio, con la partecipazione del M°Elio Ciol. *Forse ogni storia narrata sembra scritta sulla sabbia. Essa si cancella nel suo compiersi*

Fabbrica di BaleneFabbrica di Balene

Settembre 2018. Ex Caserma Ederle di Palmanova. Persone che hanno a che fare con architettura, salute mentale, università e cooperazione sociale. Cinque intensi giorni di lavoro per un laboratorio sostenuto da Consorzio Il Mosaico e Associazione A+AUD all’interno dell’evento “Il mare a Palmanova. Rendere possibile l’impossibile”.
Obiettivo: costruire una balena gonfiabile lunga 30 metri.

Jacopo DonatoJacopo Donato

Architetto udinese. Non so tantissime cose, perciò le cerco costantemente. Ciò che so è che vorrei sfruttare questo breve periodo per lasciare le cose meglio di come le ho trovate.
I miei compagni dicevano che non sono facile, ma che voglio a tutti tanto bene.
Sul comodino ho un libro non finito.
Domani vorrei essere dall'altra parte del mondo.

Sara DrufovkaSara Drufovka

Ho 24 anni e da qualche anno lavoro con le persone disabili come educatrice sociale. Spesso le persone mi chiedono: “Come fai a fare questo lavoro così impegnativo?” Questo lavoro, come tutti, è un lavoro per il quale bisogna avere una vocazione: se ti senti chiamato a farlo e lo senti tuo, ogni giorno di lavoro sarà un giorno speciale !
I miei compagni di scuola dicevano di me: timida, solare, intraprendente, permalosa, determinata, mai ferma.
Il libro che ho sul comodino è "Così fragili, così umani" di Bernard Ugeux.
Domani vorrei avere... la possibilità di viaggiare!

Cooperatori FedersolidarietàCooperatori Federsolidarietà

Cooperatori appartenenti a Federsolidarietà, organizzazione di rappresentanza politico-sindacale delle cooperative sociali e delle imprese sociali aderenti a Confcooperative.

Raffaella FerrariRaffaella Ferrari

Sono critico dell'arte e curatore di eventi.
Dopo la laurea in Conservazione dei Beni Culturali a indirizzo Storia dell'Arte Contemporanea ho ottenuto un dottorato di ricerca in Neuroscienze e Scienze Cognitive.
Sono esperta regionale in cultura e giornalista.
Attualmente collaboro con il collega Giancarlo Bonomo nella creazione di grandi eventi e spettacoli multimediali sotto il marchio Eclipsis Style Project.
I miei compagni di scuola dicevano di me che ero una simpatica vagabonda, che vivevo nel mio fatato mondo, e che ero impavida.
Il libro che ho sul comodino è "Il mondo come volontà e rappresentazione" di Schopenhauer, una lettura che concilia il sonno.
Domani vorrei essere sempre felice.

Federico FerrinFederico Ferrin

Mi chiamo Federico Ferrin, classe 72. Nato ad Aosta lassù sulle montagne e poi vissuto un po’ in giro tra Codroipo, Viterbo, Rimini e attualmente Udine. Posso dire di aver realizzato il sogno dell'uomo: volare. L'ho fatto per molti anni portando una divisa. Poi ho preferito dedicarmi alla famiglia e ai figli. Attualmente lavoro a scuola come tecnico informatico. Da 5 anni faccio il clown di corsia negli ospedali, il mio alter ego si chiama OttoxottO. Questo volontariato mi ha sicuramente cambiato il modo di vedere la vita e i valori della stessa. Ho la passione per lo yoga.
I miei compagni di scuola dicevano di me che ero con la testa tra le nuvole... e infatti lo sono stato per molti anni…
Sul comodino ho una bellissima candela profumata.
Del domani vorrei conservare il ricordo delle emozioni di quando tutto era più facile e si potevano mangiare anche le fragole...

Luca FontanaLuca Fontana

Psicologo, Psicoterapeuta e Cooperatore Sociale.
Sperimentatore di nuove esperienze attraverso le quali si possa agire nuove declinazioni di attenzioni antiche come la mutualità e la solidarietà, e al contempo di tenere insieme ritorno economico, offerta di prestazioni e legami sociali.
I miei compagni dicevano di me… ho un bel ricordo del periodo delle scuole medie. C’era molto affiatamento e complicità. Oltre alle ore di scuola ci si trovava in paese, o a scout oppure a giocare nel campetto della parrocchia. Dicevano di me che facevo “casino” e che trovavo soluzioni.
Il libro che ho sul comodino è… Edgar Morin - Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione.
Domani vorrei… Sorridere, stupirmi per la bellezza del mondo e non per la disumanità dell’uomo.

Serena GoljevscekSerena Goljevscek

Una libera descrizione di me... la sto ancora costruendo, forse...
Ma, lasciando la filosofia da parte, direi che sono una persona leggera e pesante allo stesso tempo, socievole ma estremamente inaccessibile in alcuni spazi dell'anima... per gli amici ero la compagna secchiona che passava sempre i compiti e quella sempre pronta a far cagnara in classe.
Sul comodino ahimè la pila di libri aumenta e mi rende estremamente frustrata, ma tento di alternare impossibili saggi di psicologia del profondo alle avventure di Hercule Poirot... che forse in fondo faceva un po' l'investigatore di alcuni moti dell'anima, a modo suo.
Domani vorrei che a tutti potesse essere data un'opportunità.

Monica GregoratMonica Gregorat

Sono una donna di 48 anni vissuti decisamente con una certa intensità. Alcune scelte di vita le ho fatte tendenzialmente con consapevolezza unitamente ad altre in cui il caso, la fortuna o la sfortuna sono stati i timoni che hanno organizzato le traiettorie. Amante della vita in sé con tutte le curiosità e le contraddizioni a lei proprie, ho sempre cercato di mettere assieme i tanti pezzi di un puzzle che si è articolato alle volte con delle geometrie variabili. Le relazioni e gli affetti, lo sport e lo studio sono stati i protagonisti dei vari capitoli con cui si è composto il libro della mia esistenza.
A capo della pila di libri sul mio comodino in questo momento c’è “Vivere momento per momento” di J. Kabat-Zinn.
I miei compagni di scuola dicevano di me che ero una persona che attraverso la mia disponibilità sapevo esserci per l’altro.
Domani vorrei guardarmi indietro nella consapevolezza di aver fatto le cose nel migliore modo possibile e come dice qualcuno credere sempre che “se incontrarsi resta una magia, è non perdersi la vera favola”.

Alberto GrilliAlberto Grilli

Sono nato a Pisa nel 1972. Sono un cooperatore sociale. Ho intrapreso il mio percorso di vita e di lavoro durante i miei studi universitari prima e la pratica di avvocato poi.
Di me i miei compagni dicevano che ero pronto ad ascoltarli.
Il libro sul comodino è di Bobo Rondelli, "Cos'hai da guardare".
Domani vorrei che... "in qualunque casa entriate prima dite: Pace a questa casa!".

Laura GrusovinLaura Grusovin

Dipingo.
Dipingendo scopro e racconto.
Non so cosa dicessero di me i miei compagni, ma ricordo accoglienza, cordialità, sorrisi.
Sto leggendo “La città dei ladri” di David Benioff. Bello!
Domani vorrei liberarmi da un’abitudine per sostituirla con un’altra.

Cooperativa Hattiva LabCooperativa Hattiva Lab

Hattiva Lab è una cooperativa sociale Onlus di Udine che propone servizi socioeducativi e sanitari rivolti a persone con disabilità e bambini con disturbi evolutivi specifici.
Nel 2019 Hattiva Lab si è occupata di circa 100 persone con disabilità, 450 bambini con bisogni educativi speciali ed erogato 600 consulenze gratuite presso i propri sportelli di orientamento.

Relatori I Festival della Psicologia FvgRelatori I Festival della Psicologia Fvg

Dal 10 ottobre al 10 novembre 2019 si è svolto il primo Festival della Psicologia in Friuli Venezia Giulia dedicato a Leonardo Da Vinci.
In questa occasione, grazie all'Associazione di Promozione Sociale "Psicoattività", abbiamo intervistato i relatori Maria Assunta Zanetti (Università di Pavia), Claudio Tonzar (Università di Urbino), Tiziano Agostini (Università di Trieste) e Remo Job (Università di Trento).

Associazione IoDepositoAssociazione IoDeposito

L’associazione IoDeposito è stata fondata nel 2009 in Friuli Venezia Giulia, con lo scopo di svolgere attività di promozione delle opportunità giovanili attraverso i media dell’arte e della cultura, sostenendo i giovani del nord est, il loro benessere culturale e le loro competenze specifiche, con una particolare propensione verso i settori delle arti visive e della formazione ai mestieri del management culturale, dell’arte e della curatela.
In poco più di dieci anni di attività l’associazione ha coinvolto più di 240.000 persone nelle sue progettazioni: mostre, progetti culturali ed artistici, percorsi di ricerca e di formazione, laboratori e workshops.
L’associazione lavora localmente, ma in chiave internazionale, riversando sul territorio l’esperienza e la collaborazione di realtà istituzionali, giovanili, artistiche e scientifiche che operano in 41 paesi del mondo (sono invece 200, provenienti da più di 55 paese, gli artisti che contribuiscono alle nostre attività).
Il lavoro di IoDeposito ha dato vita a processi sperimentali di ricerca, che riguardano i linguaggi artistici e curatoriali, la storia, l’italianistica e le nuove tecnologie applicate all'arte e alla cultura; concentrando anche molte energie nella creazione di percorsi di didattica laboratoriale basata sull'arte.

Remo JobRemo Job

Docente di psicologia presso il Dipartimento di psicologia e Scienze Cognitive dell'Università di Trento e frequente viaggiatore.
I miei compagni di scuola dicevano di me che non sapevo giocare a calcio
Il libro che ho sul comodino è "Repubblica Luminosa" di Andrés Barba, Edizioni La Nave di Teseo
Domani vorrei vedere un paese più solidale.

Federica LautoFederica Lauto

È psicologa psicoterapeuta. Laureata e specializzata a Padova, dove ha vissuto per tredici anni, da tre è tornata nella sua città di Grado per ricoprire l’incarico di Assessore alle Pari opportunità. Appassionata di libri, i suoi autori preferiti sono: Banana Yoshimoto, Italo calvino, Charles Dickens, Marguerite Duras, Joyce Carol Oates.
I miei compagni di scuola dicevano di me: ma quanti libri leggi in un giorno?
Il libro che ho sul comodino: Scrivere zen e i Diari di Etty Hillesum.
Domani vorrei: Diventare una scrittrice più famosa di Stephen King.

Le parole libereLe parole libere

Laboratorio di scrittura creativa nato dieci anni fa, organizzato e promosso dalla cooperativa sociale Aesontius di Gorizia, che si tiene ogni venerdì in via Vittorio Veneto 162 a Gorizia.
Dieci anni di incontri e confronti, dialogo e discussione, scritture e letture.
E collaborazioni con scrittori, poeti ed artisti del Friuli Venezia Giulia. Con partecipazioni al festival èStoria ed Aeson.
Da tre anni dal laboratorio è nato “La prima parola”, corso di scrittura creativa con gli artisti, giunto alla sua terza edizione. Aperto alla cittadinanza, il corso si tiene presso la galleria d’arte Prologo di Gorizia, ed è fatto in collaborazione con l’omonima associazione culturale, e con il contributo della Fondazione Carigo.
Attualmente, il laboratorio “Le Parole Libere” è curato da Giovanni Fierro e Francesca Ieroncic.

Nicola MarchesinNicola Marchesin

Mi occupo di video, foto e animazione.
Amo farmi rapire dalle immagini, dei miei studi d’arte è rimasto il desiderio di lavorare isolato, nell’ufficio, che è il mio atelier ed il mio salotto.
Mi piace fare, faticare e andare lontano.

I miei compagni di scuola dicevano di me... non molto.
Ho molti libri sul comodino, alcuni non li leggerò mai, qualche testo amato e un paio da finire.
Domani vorrei andare a pesca con la mosca.

Meri MarinMeri Marin

Nata sulle Dolomiti, cresciuta in riva al mare.
Tutta una contraddizione, come la mia vita.
Mamma di Luca, donna innamorata, orgogliosa infermiera da una vita, folle motociclista da pochi mesi.
I miei compagni di classe dicevano che ero piccola e tale sono rimasta.
Sul comodino ho Eugenio Borgna: "Noi siamo un colloquio".
Domani vorrei affrontare la vita come si affrontano i tornanti: entri piano e poi acceleri, ma sempre con lo sguardo puntato in avanti!

Gianfranco MarocchiGianfranco Marocchi

Classe 1967. Quando provavo a spiegare a mia madre il mio lavoro di cooperatore sociale, alla fine mi chiedeva sempre: “sì, ma di lavoro, invece, cosa fai”. Ora però dirigo una rivista, sono nella redazione di un sito web di settore, faccio ricerca sociale, formazione e consulenze. Di lavoro, però, non so bene. Quando me lo chiedono è un disastro.

I miei compagni di scuola mi dicevano “mi passi il compito in classe” e io lo facevo. Avevo un destino segnato nel lavoro sociale.
Ho sul comodino numerosi articoli di operatori sociali da pubblicare sulla mia rivista. Correggo, chiedo integrazioni, modifico. Sono il terrore degli autori, che alla fine però di solito sono molto soddisfatti del lavoro pubblicato.
Domani vorrei continuare a fare qualcosa di nuovo, come in tutti i domani di questi decenni.

Roberta MarraRoberta Marra

Sono ingegnere e mi piace fare cose sempre diverse, per questo quando viene chiesto il mio aiuto difficilmente dico di no.
I miei compagni di scuola dicevano di me… “non proprio una secchiona, ma una secchietta”.
Il libro che ho sul comodino è “Nero d’inferno” di Matteo Cavezzali, libro scelto dal gruppo di lettura di cui faccio parte.
Domani vorrei… fare qualcosa di nuovo.

Ilaria MeglioIlaria Meglio

È laureata in relazioni Pubbliche presso l’Università di Udine, ha studiato presso il Corso di Alta Formazione in Fund Raising a Forlì diretto da Valerio Melandri. È responsabile della comunicazione e della raccolta fondi presso la cooperativa Hattiva Lab.
I miei compagni di scuola dicevano di me... Che ero la più secchiona della classe.
Il libro che ho sul comodino... "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore" di Luis Sepúlveda.
Domani vorrei... Che le persone credessero di più nel buono che c'è nell'umanità.

Stefano MontelloStefano Montello

Stefano Montello è musicista e scrittore. Dall’età di vent’anni conduce una azienda agricola di proprietà che gli fornisce un reddito adeguato e una dolorosa lombalgia.
I miei compagni di scuola dicevano di me... Un giorno dissi in classe: “Da grande farò lo scrittore”. Risero. Stronzi.
Il libro che ho sul comodino è nascosto sotto un mucchio di altri libri.
Domani vorrei… svegliarmi.

Francesca MorassuttiFrancesca Morassutti

Del 1982. Sono assistente alla persona presso la comunità Baolar. Amo il cinema, le serie tv e i fumetti, tra le altre cose.
Quello che i miei compagni di scuola dicevano di me non saprei, chiedete a loro.
Sul comodini ho "La nobile arte del cazzeggio" di John Perry.
Domani vorrei fare un lungo viaggio.

Vincenzo MurianoVincenzo Muriano

Regista e attore.
Dopo la Maturità in grafica pubblicitaria e fotografia inizio il mio percorso formativo come attore alla Scuola “Giovanni Poli” teatro a l'Avogaria di Venezia.
Sono docente e formatore, mi impegno in produzioni legate alla riscoperta culturale e linguistica del territorio friulano.
Alle superiori, se non ricordo male, ero forte nelle materie storico umanistiche e i miei compagni agli scritti mi amavano per la solerte attenzione che dedicavo loro... Scambi epistolari modello Silvio Pellico.
Non amando i comodini e soprattutto la loro spigolosità preferisco raccoglierli sotto al letto dopo tentativi di letture nottetempo, per ora reitero ciclicamente la pagina 200 di un'edificante biografia rossiniana.
Se penso al domani mi sovviene un'aria mozartiana tra le più illuminanti che canta: "non so più cosa son cosa faccio..."
È tutto.

Michele NardonMichele Nardon

Classe 1983, lavoro nella cooperazione sociale, ma parallelamente sono anche un pittore, un incisore e un writer.
Ho iniziato a disegnare fin da piccolo, osservando i vari pittori che si avvicendavano nella vetreria artistica dei miei nonni e di mio zio, poi ho frequentato il liceo artistici Max Fabiani di Gorizia e ho concluso gli studi all’Accademia di Belle Arti di Venezia discutendo una tesi dal titolo: “La figura dell’insetto tra metamorfosi e metafora”. Questo è quello che io adoro dipingere, questi sono i miei soggetti preferiti, ciò che ha messo in moto tutta la mia ricerca artistica.
I miei compagni di scuola dicevano di me: Mmm… Mah?... Boo. Ora che ci penso piacerebbe saperlo anche a me.
Il libro che ho sul comodino: Ne ho diversi, leggo in base all’umore, ora ho Italo Calvino “Le Città Invisibili”, Michael Ende “Lo specchio nello specchio” e vari fumetti.
Domani vorrei ritrovarmi. Non sono molto esigente mi basta un bel fiume pieno di pesci a pescare in completo relax con mio figlio e la mia compagna.

Valeria NegriniValeria Negrini

Lavoro nel mondo della cooperazione da circa 30 anni; ho tre figli, ormai grandi, e due splendidi nipoti. Sul comodino ho, come sempre, più libri; quello appena terminato è “La messa dell’uomo disarmato”, di Luisito Bianchi, un libro maestoso che commuove e fa pensare, che parla di Dio, Resistenza, Memoria, Grazia, Pietà, Coraggio. Negli anni ormai lontani del liceo dicevano di me che ero un po' trasgressiva, che studiavo "quel tanto che basta" e soprattutto che mi appassionava quanto accadeva fuori dalla scuola; non è un caso quindi che questo "fuori" sia diventato poi il mio lavoro. Vorrei che “domani” resistere, prendere parte, impegnarsi, accogliere, ascoltare fossero “principi guida” per le nuove generazioni.

Igor PeresIgor Peres

Sono padre di Marcello e Cecilia,
lavoro per la cooperativa 2001agenziasociale,
gioco a calcio nella Marangoni 105,
mi sono laureato in filosofia con una tesi su M. Foucault,
sono insegnante di sostegno all'Istituto Agrario di Cividale,
nel 2001 assieme a un gruppo di amici ho costituito l'associazione Pabitele,
sono parte del gruppo operativo dell' Arci Bar Sport.
I miei compagni dicevano di me che volevo essere al centro della scena,
sul comodino ho Larry Bird sulla pagina di youtube,
domani vorrei cantare "you're my sister" accompagnandomi al pianoforte.

Marcello PeresMarcello Peres

Sono vivo dal 2001, mi piacciono il cinema, la musica, la filosofia e le cose a cui non si riesce a dare un nome.
I miei compagni dicevano (e dicono) di me che devo sempre mettere in discussione tutto. Credo che sia un'affermazione discutibile.
Sul comodino ho i racconti di Kafka, le poesie di Shelley e un sacco di polvere.
Domani vorrei sapere più di oggi

Chiara PeteanChiara Petean

Sono una giovane sognatrice che ama scrivere, amo la buona cucina e sono innamorata follemente della semplicità. I bambini sono la mia polvere di stelle e da qualche tempo per alcuni di loro sono la maestra Chiara. Questo mi rende molto felice.
I miei compagni di scuola dicevano di me: non lo so esattamente ma li facevo tanto ridere!
Il libro che ho sul comodino: il mio libro terapeutico, “Tenera è la notte” di Francis Scott Fitzgerald
Domani vorrei: andare al mare, fare un bel tuffo e poi mangiare un panino con la mortadella guardando il tramonto.

Erika PittiniErika Pittini

Che dire di me? Quando non lavoro come psicologa al Servizio Dipendenze mi piace vivermi la famiglia e scappare al mare a respirare! Musica e colori, nelle sue forme più varie, sono gli ingredienti che spesso ricerco per affrontare gli eventi nella mia vita. Mi piace l'idea di chiudere gli occhi, aprire le braccia, fare un bel respiro e vivere!
A scuola? i miei compagni dicevano spesso che volevano portarmi nel taschino per avere il suggeritore a portata di mano nelle situazioni di non facile gestione.
Sul mio comodino al momento c'è "Quel che affidiamo al vento" di Laura Imai Messina, regalo di una carissima amica che attraverso i libri mi nutre l'anima.
Domani vorrei trovare ancora l'entusiasmo che porto nel cuore e che da sempre mi accompagna nel mio modo di vivere le cose.

Martina PizzamiglioMartina Pizzamiglio

Sono nata nell’ex Stalingrado d’Italia nel 1982.
La mia passione per il cinema nasce da adolescente grazie alla mia insegnante di italiano delle medie. Al liceo organizzo cineforum e rassegne.
Mi laureo in Scienze dei Beni culturali a Milano per poi continuare a Gorizia nel settore del restauro delle pellicole cinematografiche.
Lavoro come cassiera al cinema, ma ho anche un brevetto da proiezionista e uno da istruttrice di nuoto. Ho due figli maschi.
Sono una persona molto pratica.
I miei compagni di scuola dicevano di me che ero una chiacchierona. E lo sono ancora.
Il libro che ho sul comodino è “Giù la piazza non c’è nessuno” di Dolores Prato nella versione integrale edita da Quodlibet.
Domani vorrei imparare a cucire un abito da sola.

Zdenka PortelliZdenka Portelli

Sono nata in Slovenia, ho 46 anni.
Mi piacciono molto gli animali, soprattutto i cani, adoro leggere e stare con la mia famiglia.
I miei compagni di scuola dicevano di me che ero una brava amica.
Il libro che ho sul comodino è "Un indovino mi disse" di Tiziano Terzani.
Domani vorrei fare un viaggio in Scozzia.

Laboratorio Primo PassoLaboratorio Primo Passo

Un laboratorio creativo fra narrazione e messa in scena alla scoperta di una storia tutta da inventare, dalla A alla Z.
Primo Passo si è tenuto il 18 dicembre 2019 a Casa Maccari a Gradisca d’Isonzo e ha visto partecipare ragazzi dagli 8 ai 10 anni.
Condotto da Carlotta Del Bianco, attrice e regista impegnata in progetti educativi attraverso la pratica teatrale. A cura di Mongolfiere Tascabili, in collaborazione con il Comune di Gradisca d'Isonzo e il Consorzio di Cooperative Sociali Il Mosaico.

Cecilia RanieriCecilia Ranieri

Consulente aziendale di sistemi di gestione, mi occupo di Quality Management System da vent’anni. Ho una Laurea in Lettere con indirizzo artistico, poi la necessità di trovare subito un lavoro, senza cadere nel vortice dei concorsi per l’insegnamento a posti ZERO, mi spinse ad un master europeo di “Organizzazione aziendale” dove fui selezionata e ammessa. Così la mia professione ad oggi, e mi piace moltissimo, forse perché la vita aziendale imita molto l’arte.
Dicevano di me che “ero la sorella di Marco” quello bravo e bello in quinta liceo.
Il mio libro sul comodino sono le Tragedie di Shakespeare e quello che vorrei domani è oziare in senso latino.

Carmen RisoliCarmen Risoli

Nata nel 1989 nella mia amatissima Calabria. Sono una mamma ma anche una psicologa e psicoterapeuta in formazione.
Sono cresciuta con i colori del sole e del mare e durante la mia infanzia e la mia adolescenza mi svegliavo con un panorama stupendo, dove si vedeva il mare ma anche le montagne. Mi piace fare le passeggiate al mare e meditare, viaggiare e stare a contatto con la natura. Faccio teatro e mi diverte tanto farlo. Amo stare a contatto con i bambini, giocare e divertirmi con loro.
I miei compagni di scuola dicevano di me che ero divertente e facevo ridere e porto con me questo far ridere ancora oggi nei diversi contesti che frequento.
Sul comodino ho " Il linguaggio segreto dei neonati" di Tracy Hogg e “Le fedeltà invisibili" di Delphine de Vigan.
Domani vorrei trovare al mio risveglio dei biglietti per un viaggio misterioso.

Caterina RoiaCaterina Roia

Mi chiamo Caterina Roia e sono nata in Brasile sotto un cielo alto ed azzurro. Sono una Psicologa – Psicoterapeuta ed ho lavorato da sempre nell’ambito delle dipendenze con entusiasmo e passione.
In questi anni è accaduto tanto e di tutto, ma credo ancora, dopo 35 anni, nella forza di questo lavoro. Le statistiche dicono che abbiamo scarsi risultati, ma ho un altro punto di osservazione. Credo che i cambiamenti avvengano a piccoli passi, con inciampi ricadute e risalite faticose. La costanza e la pazienza non devono mai abbandonarci.
I miei compagni di scuola mi chiamavano la Pasionaria e ne ero onorata.
Ho due libri sul mio comodino e sono: “Chi sta male non lo dice” di Antonio Dikele Distefano e “Azzurro elementare”, poesie di Pierluigi Cappello.

Giorgia RomeoGiorgia Romeo

“Oh, per amor del cielo! Quando dico niente, o è niente, o è cosa che non posso dire” (I promessi sposi) è la frase che meglio mi rappresenta. Sono la piccolina, l’inviata con il compito di tenere alto il punto di vista della mia generazione. Frequento il liceo Scientifico Duca degli Abruzzi di Gorizia. I miei compagni di scuola dicono di me che studio troppo e che sono troppo una rompiscatole. Il libro che ho sul comodino o è un giallo, un racconto di donne o un fumetto o un qualche Harry Potter. Domani vorrei fare pace con tutti.

Pino RoveredoPino Roveredo

Pino Roveredo nasce a Trieste dentro una “debolezza” che, negl’anni, si rivelerà la sua forza: i genitori sordomuti. Genitori che gli hanno insegnato l’attenzione del silenzio, ma soprattutto la comunicazione della “Lingua dei segni”. Un movimento delle mani che nel tempo diventa l’abitudine impellente di una scrittura, scrittura che lo ha accompagnato nelle sue agitazioni giovanili, vedi l’ottusità degli Istituti, l’alienazione dei ricoveri psichiatrici e la castrazione scura del carcere. Scrittura che da anni si è dedicata e dedica alle storie degli “ultimi in classifica”, raccontando le tribolazioni innaturali de “Le capriole in salita”, gli scatti dolci e amari di “Mandami a dire”, l’intimità coraggiosa di “ Caracreatura”, i distinguo floreali di “ Attenti alle rose”, e le canzoni senza voce di “La melodia del corvo” e “ Mio padre votava Berlinguer”. “Mastica e sputa” e “Tira la bomba”.
I miei compagni di scuola dicevano di me... “il figlio dei muti”.
Il libro che ho sul comodino è “Se questo è un uomo”.
Domani vorrei… che si fermasse il tempo per un po’.

Anna SabattiAnna Sabatti

Dopo la laurea in Psicologia, mi divido fra cooperazione sociale e impianti di aspirazione. Se dovessi reinventarmi, aprirei una fioreria-libreria o farei la correttrice di bozze.
Credo nelle persone, nel bene che possono fare. Mi piace l’azzurro, il mare d’inverno, i tulipani e il gelato anche se fa freddo. Sogno la Norvegia ma ho lasciato un pezzo di me in Burundi.

I miei compagni di scuola dicevano di me AnnaS, altrimenti si giravano anche AnnaB e AnnaDZ.
Il libro che ho sul comodino è “E’ tutto calcolato!” di Lorenzo Baglioni. Ma sotto c’è “Le mani della madre” di Massimo Recalcati. E sotto ancora “Ti prendo e ti porto via” di Niccolò Ammaniti.
Domani vorrei un bassotto, un lungo viaggio, di più.

Basilico Sailing TeamBasilico Sailing Team

Basilico Sailing Team è solo un altro modo per chiamare un'amicizia decennale di tre ragazzi, studenti e istruttori di vela.
Nasce nell'estate del 2020 con l'acquisto di una barca arancione e con un sacco di idee.
Grazie a B.B.C., sponsor del Team, le idee prendono sostanza e diventano azioni.
Cerchiamo di fare lo sport che ci ha fatto crescere, oltre a portare avanti delle istanze e dei valori che riteniamo fondamentali, oggi e domani: a difesa dei diritti umani e quella dell'ambiente.
Per questo abbiamo riempito la nostra barca di scritte: vogliamo mostrare a tutti, con orgoglio, i loghi di Mediterranea, OneOcean e Amnesty International.
Il nostro sogno è quello di poter eliminare tutti quei loghi, in un mondo in cui non c'è più bisogno di lotte per difendere le cose belle.
Federico, Andrea e Matteo.

Matteo SampieroMatteo Sampiero

Millennial e cittadino europeo, dalla Liguria e dal mare fino a Gorizia per studiare. Mi piace andare in barca, cucinare, discutere; amo viaggiare, leggere e ascoltare musica (da Guccini a Salmo, passando per Jovanotti).
Credo nell'impegno quotidiano e nel valore di diritti umani inalienabili, che porto avanti con Libera, Amnesty, Emergency, sperando di fare la mia parte.

I miei compagni di scuola dicevano di me... "come fai a stare tranquillo se non hai studiato?". Me lo dicono ancora.
I libri che ho sul comodino sono Fahrenheit 451 e Avevamo ragione noi! Storie di ragazzi a Genova 2001
Domani vorrei aprire lo zaino e trovare un biglietto aereo. Andata, e ritorno.

Massimo SchneiderMassimo Schneider

Psicoanalista, fotografo per passione, da sempre ho al centro della mia ricerca l’essere umano, il perché della sua sofferenza e la sua cura.
Per me la fotografia è uno strumento di ricerca importante: una foto deve raccontare, farti riflettere, aprirti lo sguardo a scenari che non sapevi ci fossero e farteli risuonare dentro.
I miei compagni di scuola dicevano che ero un tipo che stava sulle sue, ma forse ero io che non mi sapevo spiegare bene.
Sul comodino ho le fotografie di Jacob Aue Sobol e le poesie di Chandra Livia Candiani, e del domani mi piacerebbe lasciarlo arrivare da solo.

Bianca TelliniBianca Tellini

22 anni. Studentessa lavoratrice che opera nella salute mentale da tre bellissimi anni. Un amore a prima vista e spero senza fine. Una parola per descrivermi: emozione. Quando non sono in totale frenesia, mi piace: andare a teatro, mangiare dolci e ascoltare Vasco. Lo adoro perché vive d'emozioni e parla degli con e agli ultimi: un operatore mancato!
I miei compagni di scuola dicevano di me... " Sembri uscita da un cartone animato".
Il libro che ho sul comodino... "Siddharta"di Hermann Hesse.
Domani vorrei… essere ancora piena di speranza e di fiducia nei confronti dell'amore e della vita, poter spendere le mie conoscenze e la mia esperienza nell’ambito della detenzione unitamente alla salute mentale, sperando di portare un contributo umano ma anche concreto. Ah sì, e tre bassotti che mi scorrazzano per casa.

Claudio TonzarClaudio Tonzar

Ricercatore e docente di psicologia dello sviluppo e psicologia dell’educazione presso il Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali dell'Università di Urbino. Psicologo e psicoterapeuta, presidente dell’associazione Psicoattività.
Amo il baseball, lo sci, il cinema, il nonsenso, l’ironia, il viaggio.
La mia maestra diceva di me che ero ridanciano.
Il libro che ho sul comodino è "Padrona e amante" di Anita Nair, perché è talmente lungo che non riesco a finirlo.
Domani vorrei mangiare un buon pasticcino morbido al cioccolato con il rum. Forse due. Non sette di seguito come mi capitava da bambino.

Roberta ToplicarRoberta Toplicar

Sono una psicologa psicoterapeuta e lavoro da 20 anni nel mondo delle cooperative. Credo nella democrazia, nell'uguaglianza, nell'equità e nella solidarietà. Tanto tempo fa sono stata un'atleta e una ginnasta. Mi piacciono l'arte e la bellezza. Sono timida ma coraggiosa e sicuramente non temo le contraddizioni.

I miei compagni di scuola dicevano di me: però, corri veloce...!!
I libri che ho sul comodino: “Gorizia nella Grande Guerra” Roberto Covaz, Leg Edizioni. “L'ascolto del paziente” Paola Scalari, Edizioni La Meridiana.
Domani vorrei partire per la transiberiana.

Martina TosorattiMartina Tosoratti

Animatrice socio – culturale, facilitatrice del lavoro sociale, esperta di metodologie autobiografiche, narratrice per passione, amante delle storie “piccole”.
I miei compagni delle medie e superiori forse dicevano di me che ero una sfigata o la classica brava ragazza: poi ho smesso io di crederlo.
Ho diversi libri sul comodino, alcuni mai letti completamente, altri con il desiderio di rileggerli. Quindi nel mio ordine almeno sette otto, tra cui Missiroli e la Pinkola Estés.
Domani vorrei viaggiare in un altro continente o semplicemente uscire di casa.

Maria Assunta ZanettiMaria Assunta Zanetti

Maria Assunta Zanetti è professore associato di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione nel corso di Laurea in Psicologia e direttrice del Laboratorio di ricerca e sviluppo del potenziale, talento e plusdotazione (LabTalento), Presidente del Centro di Orientamento dell'Università di Pavia.
Negli anni ha condotto numerose ricerche e seguito progetti finanziati sia a livello nazionale che europeo.
Collabora, inoltre, a progetti di formazione e intervento con il MIUR. È autrice di numerose pubblicazioni tra monografie, saggi e articoli sia su riviste nazionali che internazionali.
I miei compagni di scuola dicevano di me… penso avessero l'idea di me come persona affidabile, pronta a condividere, entusiasta nel fare cose insieme e aperta alle novità ma soprattutto disponibile e generosa.
Il libro che ho sul comodino... parecchi... gli ultimi E. Hemingway "Il vecchio e il mare" perché ho intenzione di fare un viaggio a Cuba e E. Ferrante "La vita bugiarda degli adulti", perché è un'autrice che mi ha intrigato per i libri relativi all'amica geniale...
Domani vorrei... senza scadere nel buonismo o in una facile retorica Vorrei davvero che le persone fossero animate da pensieri e desideri positivi per sé e per gli altri, ma soprattutto che ciascuno, avesse "in mente" l'altro. Essere prossimi significa prendersi cura e solo in questo modo penso si potrà pensare a un futuro per l'umanità.

Greta ZavattinGreta Zavattin

Sono Greta, una giovane donna che ama leggere e interrogarsi su ciò che accade intorno a sé.
I miei compagni di scuola dicevano di me: Gre pesantona.
Il libro che ho sul comodino: “Tra loro”, Richard Ford.
Domani vorrei: aprire gli occhi, trovarmi in uno spazio sconfinato nella natura e godere del silenzio e della bellezza, sentendomi solo una parte del mondo.

Katjuscia ZofKatjuscia Zof

Classe 1975, sono la mamma di Ariel (una meravigliosa bimba di 9 anni che, tra le altre cose, è autistica) e di Davide (un meraviglioso ragazzino di 10 anni che, tra le altre cose, non è autistico). Penso che non siano i dolci a far ingrassare, ma il senso di colpa che si prova mentre li si mangia e quindi non offritemi mai una brioche integrale!
I miei compagni di scuola dicevano di me che ero una secchiona.
Il libro che ho sul comodino è Anna Karenina di Lev Tolstoj.
Domani vorrei sapere cosa racconta Ariel alla luna durante le nostre notti insonni.