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Autori

Associazione A+AUDAssociazione A+AUD

Siamo un gruppo di giovani, laureati in architettura, ci siamo riuniti in associazione con lo scopo di promuovere e diffondere la cultura architettonica intervenendo con approccio multidisciplinare, senso critico, stimolando connessioni tra il mondo della professione, della ricerca, dell’arte e la società.
Due sono le azioni che segnano le diverse, ma fra loro interconnesse, direzioni che percorriamo:
DIRE è dibattere, è mostrare, è imparare. Ci occupiamo dell’organizzazione di eventi culturali e di formazione, di mostre e di concorsi di idee.
FA.RE è un laboratorio creativo, è un’officina di idee per la città, è fare con le mani, è fare con le persone, è una FAbbrica di RElazioni.

Donato AcamporaDonato Acampora

Sono nato nel 1976 a Napoli e con orgoglio rivendico la mia origine in qualsiasi contesto e dovunque vada. Da operaio dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone mi sono trasformato in Operatore Sociale avvicinandomi alla Salute mentale tramite il teatro, la mia seconda passione, dopo la mia famiglia.
I miei compagni di scuola dicevano di me che studiavo in modo strano perché non studiavo tutto ma solo ciò che mi interessava.
Il libro che ho sul comodino è una raccolta di Apocrifi del Vecchio Testamento a cura di Paolo Sacchi.
Domani vorrei una società più equa.

Fabio BabichFabio Babich

Classe 1985. Ho iniziato a disegnare appena capii il funzionamento del pollice opponibile e da quel momento non ho mai smesso. Ho capito negli anni che il fumetto poteva essere il miglior modo per esprimermi e ho imbrattato fogli su fogli fino a farlo diventare la mia principale professione. Ora disegno cavalieri, draghi, elfi e qualche donnina.
I miei compagni di scuola dicevano di me robe sceme ma anche robe carine.
Il libro che ho sul comodino è “American Gods” di Neil Gaiman ma molto più spesso è un fumetto.
Domani vorrei avere sempre le mani sporche di giallo, rosso e blu.

Matteo BaldanMatteo Baldan

Mi occupo di comunicazione, in particolare di storytelling. Ho una laurea in Dams e con fotografie, parole e immagini racconto storie di aziende, luoghi e persone.
Amo la natura – soprattutto d’inverno –, il rock britannico e il cinema francese.
I miei compagni delle elementari dicevano: «Se ne sta sulle sue, però disegna bene».
Sul comodino ho il Kindle e 34 libri, tra cui: “1984” di G. Orwell, “La scuola cattolica” di E. Albinati e “Lacci” di D. Starnone.
Domani vorrei vedere Venezia dall’alto.

Claudio BandoliClaudio Bandoli

Classe 1975, lavoro come illustratore, fumettista e grafico. Ho una laurea in architettura, faccio parte della squadra del Treviso Comic Book Festival, sono stato un discreto play-maker e un bassista così così.

I miei compagni di scuola dicevano di me: Claudio chi? (Ero molto discreto).
Il libro che ho sul comodino è: Delirious New York di Rem Koolhaas.
Domani vorrei: Dormire.

Ilaria BregantIlaria Bregant

Del 1980. Sono una cooperatrice sociale e una psicoterapeuta costruttivista. Appena posso scappo lontano dai guru e me ne sto da qualche parte, più o meno in pace, dove l'aria sa di persone diverse tra loro che “fanno insieme”.
Non sono un granché ma mi piace scrivere e fare teatro; vorrei lavorare per tutto ciò che genera storie a cui non avevamo ancora pensato, ma che ci servivano.

I miei compagni di scuola elementare dicevano di me che ero una di compagnia, i miei compagni delle medie che ero una sfigata. Mi è rimasto il dubbio.
Sul comodino ho “Schadenfreude, la gioia per le disgrazie altrui” di Tiffany Watt Smith e “Gorizia on/off” di Giovanni Fierro.
Domani vorrei trovare la cena pronta e un viaggio che “questa volta proprio non me l’aspettavo”.

Sara BusettoSara Busetto

Biologa. Dopo la laurea ho svolto attività didattica e di ricerca all’università. La nascita dei miei figli, con il loro bagaglio di “perché”, ha dato una svolta inaspettata alla mia vita: adesso progetto e realizzo laboratori scientifici per bambini. Sono semplice e concreta; credo tuttavia nel potere dell’immaginazione e dei sogni. Mi piacciono il mare, i gatti, le cose simmetriche.
I miei compagni di scuola dicevano di me che ero una secchiona (semplicemente mi piaceva studiare).
I libri che ho sul comodino: “Pecoranera” di Devis Bonanni, “Le bugie nel carrello” di Dario Bressanini.
Domani vorrei avere un asino in giardino.

Udine CasbahUdine Casbah

UdineCasbah è un progetto di fotografia sociale dedicato al Borgo Stazione di Udine. Con la sua testimonianza si propone di raccontarlo per quello che è: un posto vivo, con le sue specificità, le sue risorse e i suoi problemi.
Come ogni luogo con caratteristiche “Multi”- (etniche, culturali…) il Borgo finisce sui media solo quando cade un albero, e così si configura nella mente degli udinesi e dei friulani come un luogo pericoloso, insicuro, degradato. Lo scopo del progetto è incidere sulla percezione sociale del posto, raccontando la foresta che, invisibile agli occhi dei più, giorno per giorno convive e cresce.

Francesca ColombiFrancesca Colombi

Sono Francesca, del 1974, ma ancora mi ritrovo di più in "Francy". Mamma, donna. Credo nell’impegno e nella necessità di educare al rispetto. Non smetto di cercare la Verità, quella per Giulio e quella delle persone autentiche con le quali tenersi per mano.
I miei compagni di scuola dicevano di me: non credo molto in realtà… ma porto alcuni compagni e insegnanti sempre nel cuore.
Il libro che ho sul comodino: Ne ho 3 ora: "Morgana" di Murgia, "Se fosse tuo figlio" di Govoni e "Fiore di Poesia" di Alda Merini.
Domani vorrei: Rallentare e vedere più occhi brillare.

Caterina ComingioCaterina Comingio

Attrice teatrale.
Classe 1980, friulana di origini leccesi, ho studiato Lingue Straniere a Udine e Relazioni Pubbliche a Gorizia.
Mi sono formata alla Civica Accademia D'Arte Drammatica "Nico Pepe" di Udine, al WhiteChapel Theatre e alla Ladbroke Grove School di Londra.
Le parole, siano scritte, lette, parlate, registrate, messe in azione, sono sempre al centro della mia espressività.
I miei compagni di scuola dicevano di me, mi pare… che ero una buona ascoltatrice, che ridevo fragorosamente, e che su Dante e gli Impressionisti non avevo rivali (boh?).
Per terra – non ho un comodino! – ci sono un po’ tutti: Ginzburg, Munro, Szymborska, Carver. Di solito 3/4 libri a rotazione, dal teatro alla poesia, la narrativa contemporanea e i classici.
Domani vorrei dedicarmi sempre più alla scrittura di racconti brevi e alla drammaturgia, mentre la ricerca umana e teatrale la vedo orientata al riconoscimento delle ancora pressanti disuguaglianze sociali.

Teatro della SabbiaTeatro della Sabbia

Fondato da Vincenzo Muriano e Caterina Comingio nel 2005, nasce nel segno di Italo Calvino con lo spettacolo "StazioneZero" ispirato alle sue Città invisibili, e nelle successive produzioni "Calvinopolis - Il simbolo delle città in Italo Calvino - Azione scenica in 4 luoghi", "Palomar", "Il guizzo delle effimere". Romanzi, racconti, novelle e testi teatrali sono materia viva su cui sperimentare a tutto campo, con contaminazioni tra i diversi linguaggi artistici: "Orlando's plays – places", "Mozart in viaggio verso Praga", "La lezione Mémoires", "Di-versi e di parole". Dal 2006 organizza rassegne dedicate alla giovane drammaturgia inedita: "Impronte, tracce del presente", "Paesaggi", "Distanze - Itinerari teatrali nella letteratura di viaggio", performance all’ interno della mostra "In-Cagli", conferenze sceniche su teatro, fotografia, musica e pittura "Sguardo -Guardo - Ardo. Verso l’Arte del Silenzio". Il ciclo "P – Istruzioni alla servitù" analizza il tema del potere e delle sue dinamiche. Il gruppo collabora a produzioni regionali più classiche quali "La vedova allegra", "Mio caro Verdi", "My Fair Lady".
Le ultime produzioni sono "Che fai tu, luna, in ciel?" per il 450° Anniversario dalla nascita di Galilei e Shakespeare, "Gli asparagi e l’immortalità dell’anima" di A.Campanile, "Il pianto muto delle madri", "E tu, madre" di D.M. Turoldo con immagini fotografiche del M° Elio Ciol. A settembre 2018 ha debuttato "Solchi/Pasolini è il Luogo" drammaturgia originale liberamente ispirata a testi di P.P.Pasolini, E.Siciliano, D.M.Turoldo, C.Comingio, con la partecipazione del M°Elio Ciol. *Forse ogni storia narrata sembra scritta sulla sabbia. Essa si cancella nel suo compiersi*

Fabbrica di BaleneFabbrica di Balene

Settembre 2018. Ex Caserma Ederle di Palmanova. Persone che hanno a che fare con architettura, salute mentale, università e cooperazione sociale. Cinque intensi giorni di lavoro per un laboratorio sostenuto da Consorzio Il Mosaico e Associazione A+AUD all’interno dell’evento “Il mare a Palmanova. Rendere possibile l’impossibile”.
Obiettivo: costruire una balena gonfiabile lunga 30 metri.

Cooperatori FedersolidarietàCooperatori Federsolidarietà

Cooperatori appartenenti a Federsolidarietà, organizzazione di rappresentanza politico-sindacale delle cooperative sociali e delle imprese sociali aderenti a Confcooperative.

Luca FontanaLuca Fontana

Psicologo, Psicoterapeuta e Cooperatore Sociale.
Sperimentatore di nuove esperienze attraverso le quali si possa agire nuove declinazioni di attenzioni antiche come la mutualità e la solidarietà, e al contempo di tenere insieme ritorno economico, offerta di prestazioni e legami sociali.
I miei compagni dicevano di me… ho un bel ricordo del periodo delle scuole medie. C’era molto affiatamento e complicità. Oltre alle ore di scuola ci si trovava in paese, o a scout oppure a giocare nel campetto della parrocchia. Dicevano di me che facevo “casino” e che trovavo soluzioni.
Il libro che ho sul comodino è… Edgar Morin - Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione.
Domani vorrei… Sorridere, stupirmi per la bellezza del mondo e non per la disumanità dell’uomo.

Alberto GrilliAlberto Grilli

Sono nato a Pisa nel 1972. Sono un cooperatore sociale. Ho intrapreso il mio percorso di vita e di lavoro durante i miei studi universitari prima e la pratica di avvocato poi.
Di me i miei compagni dicevano che ero pronto ad ascoltarli.
Il libro sul comodino è di Bobo Rondelli, "Cos'hai da guardare".
Domani vorrei che... "in qualunque casa entriate prima dite: Pace a questa casa!".

Nicola MarchesinNicola Marchesin

Mi occupo di video, foto e animazione.
Amo farmi rapire dalle immagini, dei miei studi d’arte è rimasto il desiderio di lavorare isolato, nell’ufficio, che è il mio atelier ed il mio salotto.
Mi piace fare, faticare e andare lontano.

I miei compagni di scuola dicevano di me... non molto.
Ho molti libri sul comodino, alcuni non li leggerò mai, qualche testo amato e un paio da finire.
Domani vorrei andare a pesca con la mosca.

Gianfranco MarocchiGianfranco Marocchi

Classe 1967. Quando provavo a spiegare a mia madre il mio lavoro di cooperatore sociale, alla fine mi chiedeva sempre: “sì, ma di lavoro, invece, cosa fai”. Ora però dirigo una rivista, sono nella redazione di un sito web di settore, faccio ricerca sociale, formazione e consulenze. Di lavoro, però, non so bene. Quando me lo chiedono è un disastro.

I miei compagni di scuola mi dicevano “mi passi il compito in classe” e io lo facevo. Avevo un destino segnato nel lavoro sociale.
Ho sul comodino numerosi articoli di operatori sociali da pubblicare sulla mia rivista. Correggo, chiedo integrazioni, modifico. Sono il terrore degli autori, che alla fine però di solito sono molto soddisfatti del lavoro pubblicato.
Domani vorrei continuare a fare qualcosa di nuovo, come in tutti i domani di questi decenni.

Roberta MarraRoberta Marra

Sono ingegnere e mi piace fare cose sempre diverse, per questo quando viene chiesto il mio aiuto difficilmente dico di no.
I miei compagni di scuola dicevano di me… “non proprio una secchiona, ma una secchietta”.
Il libro che ho sul comodino è “Nero d’inferno” di Matteo Cavezzali, libro scelto dal gruppo di lettura di cui faccio parte.
Domani vorrei… fare qualcosa di nuovo.

Stefano MontelloStefano Montello

Stefano Montello è musicista e scrittore. Dall’età di vent’anni conduce una azienda agricola di proprietà che gli fornisce un reddito adeguato e una dolorosa lombalgia.
I miei compagni di scuola dicevano di me... Un giorno dissi in classe: “Da grande farò lo scrittore”. Risero. Stronzi.
Il libro che ho sul comodino è nascosto sotto un mucchio di altri libri.
Domani vorrei… svegliarmi.

Vincenzo MurianoVincenzo Muriano

Regista e attore.
Dopo la Maturità in grafica pubblicitaria e fotografia inizio il mio percorso formativo come attore alla Scuola “Giovanni Poli” teatro a l'Avogaria di Venezia.
Sono docente e formatore, mi impegno in produzioni legate alla riscoperta culturale e linguistica del territorio friulano.
Alle superiori, se non ricordo male, ero forte nelle materie storico umanistiche e i miei compagni agli scritti mi amavano per la solerte attenzione che dedicavo loro... Scambi epistolari modello Silvio Pellico.
Non amando i comodini e soprattutto la loro spigolosità preferisco raccoglierli sotto al letto dopo tentativi di letture nottetempo, per ora reitero ciclicamente la pagina 200 di un'edificante biografia rossiniana.
Se penso al domani mi sovviene un'aria mozartiana tra le più illuminanti che canta: "non so più cosa son cosa faccio..."
È tutto.

Michele NardonMichele Nardon

Classe 1983, lavoro nella cooperazione sociale, ma parallelamente sono anche un pittore, un incisore e un writer.
Ho iniziato a disegnare fin da piccolo, osservando i vari pittori che si avvicendavano nella vetreria artistica dei miei nonni e di mio zio, poi ho frequentato il liceo artistici Max Fabiani di Gorizia e ho concluso gli studi all’Accademia di Belle Arti di Venezia discutendo una tesi dal titolo: “La figura dell’insetto tra metamorfosi e metafora”. Questo è quello che io adoro dipingere, questi sono i miei soggetti preferiti, ciò che ha messo in moto tutta la mia ricerca artistica.
I miei compagni di scuola dicevano di me: Mmm… Mah?... Boo. Ora che ci penso piacerebbe saperlo anche a me.
Il libro che ho sul comodino: Ne ho diversi, leggo in base all’umore, ora ho Italo Calvino “Le Città Invisibili”, Michael Ende “Lo specchio nello specchio” e vari fumetti.
Domani vorrei ritrovarmi. Non sono molto esigente mi basta un bel fiume pieno di pesci a pescare in completo relax con mio figlio e la mia compagna.

Valeria NegriniValeria Negrini

Lavoro nel mondo della cooperazione da circa 30 anni; ho tre figli, ormai grandi, e due splendidi nipoti. Sul comodino ho, come sempre, più libri; quello appena terminato è “La messa dell’uomo disarmato”, di Luisito Bianchi, un libro maestoso che commuove e fa pensare, che parla di Dio, Resistenza, Memoria, Grazia, Pietà, Coraggio. Negli anni ormai lontani del liceo dicevano di me che ero un po' trasgressiva, che studiavo "quel tanto che basta" e soprattutto che mi appassionava quanto accadeva fuori dalla scuola; non è un caso quindi che questo "fuori" sia diventato poi il mio lavoro. Vorrei che “domani” resistere, prendere parte, impegnarsi, accogliere, ascoltare fossero “principi guida” per le nuove generazioni.

Giorgia RomeoGiorgia Romeo

“Oh, per amor del cielo! Quando dico niente, o è niente, o è cosa che non posso dire” (I promessi sposi) è la frase che meglio mi rappresenta. Sono la piccolina, l’inviata con il compito di tenere alto il punto di vista della mia generazione. Frequento il liceo Scientifico Duca degli Abruzzi di Gorizia. I miei compagni di scuola dicono di me che studio troppo e che sono troppo una rompiscatole. Il libro che ho sul comodino o è un giallo, un racconto di donne o un fumetto o un qualche Harry Potter. Domani vorrei fare pace con tutti.

Pino RoveredoPino Roveredo

Pino Roveredo nasce a Trieste dentro una “debolezza” che, negl’anni, si rivelerà la sua forza: i genitori sordomuti. Genitori che gli hanno insegnato l’attenzione del silenzio, ma soprattutto la comunicazione della “Lingua dei segni”. Un movimento delle mani che nel tempo diventa l’abitudine impellente di una scrittura, scrittura che lo ha accompagnato nelle sue agitazioni giovanili, vedi l’ottusità degli Istituti, l’alienazione dei ricoveri psichiatrici e la castrazione scura del carcere. Scrittura che da anni si è dedicata e dedica alle storie degli “ultimi in classifica”, raccontando le tribolazioni innaturali de “Le capriole in salita”, gli scatti dolci e amari di “Mandami a dire”, l’intimità coraggiosa di “ Caracreatura”, i distinguo floreali di “ Attenti alle rose”, e le canzoni senza voce di “La melodia del corvo” e “ Mio padre votava Berlinguer”. “Mastica e sputa” e “Tira la bomba”.
I miei compagni di scuola dicevano di me... “il figlio dei muti”.
Il libro che ho sul comodino è “Se questo è un uomo”.
Domani vorrei… che si fermasse il tempo per un po’.

Anna SabattiAnna Sabatti

Dopo la laurea in Psicologia, mi divido fra cooperazione sociale e impianti di aspirazione. Se dovessi reinventarmi, aprirei una fioreria-libreria o farei la correttrice di bozze.
Credo nelle persone, nel bene che possono fare. Mi piace l’azzurro, il mare d’inverno, i tulipani e il gelato anche se fa freddo. Sogno la Norvegia ma ho lasciato un pezzo di me in Burundi.

I miei compagni di scuola dicevano di me AnnaS, altrimenti si giravano anche AnnaB e AnnaDZ.
Il libro che ho sul comodino è “E’ tutto calcolato!” di Lorenzo Baglioni. Ma sotto c’è “Le mani della madre” di Massimo Recalcati. E sotto ancora “Ti prendo e ti porto via” di Niccolò Ammaniti.
Domani vorrei un bassotto, un lungo viaggio, di più.

Massimo SchneiderMassimo Schneider

Psicoanalista, fotografo per passione, da sempre ho al centro della mia ricerca l’essere umano, il perché della sua sofferenza e la sua cura.
Per me la fotografia è uno strumento di ricerca importante: una foto deve raccontare, farti riflettere, aprirti lo sguardo a scenari che non sapevi ci fossero e farteli risuonare dentro.
I miei compagni di scuola dicevano che ero un tipo che stava sulle sue, ma forse ero io che non mi sapevo spiegare bene.
Sul comodino ho le fotografie di Jacob Aue Sobol e le poesie di Chandra Livia Candiani, e del domani mi piacerebbe lasciarlo arrivare da solo.

Bianca TelliniBianca Tellini

22 anni. Studentessa lavoratrice che opera nella salute mentale da tre bellissimi anni. Un amore a prima vista e spero senza fine. Una parola per descrivermi: emozione. Quando non sono in totale frenesia, mi piace: andare a teatro, mangiare dolci e ascoltare Vasco. Lo adoro perché vive d'emozioni e parla degli con e agli ultimi: un operatore mancato!
I miei compagni di scuola dicevano di me... " Sembri uscita da un cartone animato".
Il libro che ho sul comodino... "Siddharta"di Hermann Hesse.
Domani vorrei… essere ancora piena di speranza e di fiducia nei confronti dell'amore e della vita, poter spendere le mie conoscenze e la mia esperienza nell’ambito della detenzione unitamente alla salute mentale, sperando di portare un contributo umano ma anche concreto. Ah sì, e tre bassotti che mi scorrazzano per casa.

Roberta ToplicarRoberta Toplicar

Sono una psicologa psicoterapeuta e lavoro da 20 anni nel mondo delle cooperative. Credo nella democrazia, nell'uguaglianza, nell'equità e nella solidarietà. Tanto tempo fa sono stata un'atleta e una ginnasta. Mi piacciono l'arte e la bellezza. Sono timida ma coraggiosa e sicuramente non temo le contraddizioni.

I miei compagni di scuola dicevano di me: però, corri veloce...!!
I libri che ho sul comodino: “Gorizia nella Grande Guerra” Roberto Covaz, Leg Edizioni. “L'ascolto del paziente” Paola Scalari, Edizioni La Meridiana.
Domani vorrei partire per la transiberiana.

Greta ZavattinGreta Zavattin

Sono Greta, una giovane donna che ama leggere e interrogarsi su ciò che accade intorno a sé.
I miei compagni di scuola dicevano di me: Gre pesantona.
Il libro che ho sul comodino: “Tra loro”, Richard Ford.
Domani vorrei: aprire gli occhi, trovarmi in uno spazio sconfinato nella natura e godere del silenzio e della bellezza, sentendomi solo una parte del mondo.